State of play, diretto da Kevin Macdonald, è un film d’azione con una storia ben strutturata e ricco di colpi di scena… Durante il film lo spettatore crederà di aver capito tutto, ma poi rimarrà stupito dal finale davvero inaspettato…
I due protagonisti Russell Crowe, cronista d’assalto del Washington Globe e Ben Affleck, giovane politico emergente, sono perfetti nei loro ruoli.
La rappresentazione del mondo del giornalismo e di quello politico risultano un pò retoriche, ma la quadratura stilistica e il ritmo narrativo del film soddisfano perfettamente lo spettatore.
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Si parlava da tempo dello Star Trek di J.J. Abrams, il quale avrebbe per la prima volta avvicinato i fan spesso rivali di Star Wars ai seguaci dell’Enterprise: a pochi giorni dall’uscita nelle sale, l’operazione si può dire riuscitissima, anche perché questo undicesimo film di Star Trek è una pellicola che qualunque fan della fantascienza in generale non può assolutamente perdersi per nulla al mondo. La narrazione è quasi perfetta, così come la sceneggiatura e l’approccio ad essa, tanto più se pensiamo all’eredità pesante, e dunque al rischio per il regista/produttore, che si portano dietro Kirk, Spock e compagni. Sugli effetti speciali è quasi inutile spendere ulteriori parole, è sufficiente guardarsi l’ottimo trailer per intuire quello che dobbiamo apsettarci. Va invece dato atto al singore Abrams di aver avuto l’ennesimo colpo di genio nel riuscire da un lato a realizzare un prequel davvero eccellente, dall’altro di aver trovato un escamotage perfetto per poter realizzare eventuali (si fa per dire…) sequel senza doversi curare troppo della coerenza con i film precedenti (che nella cronologia della storia sarebbero successivi). Un consiglio: siete seguaci della serie? Guardatelo; odiate Star Trek? Guardatelo lo stesso.
Earth non è un semplice documentario, ma un viaggio da un polo all’altro del globo esplorando paesaggi e specie animali in maniera molto innovativa. Le riprese sono davvero mozzafiato, splendide sopratutto quelle che riguardano i paesaggi e le grandi migrazioni, e più di una volta durante la visione del film viene spontaneo chiedersi come abbiano fatto a realizzare certe inquadrature. Non mancano scene di tensione, come momenti di caccia e lotta fra predatori e prede, montate con maestria tanto da riuscire a creare un effetto di suspence (fortunatamente le parti più crude di queste scene sono state omesse). Earth è una pellicola che, per la sua bellezza (o meglio, la bellezza del soggetto), difficilmente lascerà indifferente lo spettatore, il quale dovrà fare i conti con la propria mandibola che stenterà a restare chiusa e composta per quasi un’ora e mezza.
Franklyn è un film particolare che tuttavia non soddisfa perché gestito male. La storia in sé poteva essere interessante, ma fino a circa tre quarti del film la narrazione è troppo spezzata fra quattro vicende totalmente slegate l’una dall’altra e che non sembrano avere alcuna connessione fra loro. Inoltre, il colpo di scena finale che si sarebbe voluto creare risulta intuibile con larghissimo anticipo non appena le connessioni fra queste quattro vicende incominciano timidamente a palesarsi. E’ però da precisare che questo film rappresenta l’esordio alla regia in un lungometraggio di Gerald McMorrow che senza dubbio ha fatto una scelta coraggiosa lavorando a questa pellicola comunque stimolante sopratutto viste le tematiche affrontate molto interessanti. Una seconda visione potrebbe cambiarne in parte il giudizio….
Da Logan / Jackman si ha quello che ci si aspetta: battute taglienti, fisicità, ma sopratutto tanta tanta azione. Il film racconta la figura di Wolverine a partire dai primi anni d’infanzia, anche se questa parte è utilizzata solo come incipit mentre ci si concentra maggiormente sul periodo “adulto” del mutante e del rapporto col fratello Sabertooth. Dal film emergono lentamente tutte le componenti e i tasselli che andranno a formare il “Wolverine” così come lo conosciamo all’inizio della saga di X-Men, anche se l’intero film è impostato in modo da poter eventualmente dare spazio ad un ulteriore capitolo intermedio. Gli effetti speciali e le scene mozzafiato non mancano di certo a questa pellicola d’azione molto bella anche se, bisogna dirlo, la mancanza del tocco di Bryan Singer si sente, sopratutto per quanto riguarda la figura di Logan in quanto tale, personaggio psicologicamente e caratterialmente complesso e, proprio per questo, affascinante.
Secondo capitolo della biografia di Jacques Mesrine: Vincent Cassel più che mai protagonista assoluto nell’interpretare il gangstar più famoso di tutta la Francia. Il film riparte da dove il capitolo precedente si era fermato, senza però rendere necessaria la visione del primo film. La pellicola, forse anche per via della storia che deve raccontare, risulta più avvincente della parte prima, piena di azione fino all’ultimo minuto, tra rapine, carceri, evasioni, inseguimenti e sfide, riuscendo comunque a dipingere con la giusta profondità un personaggio complesso e affascinante a metà fra mito e realtà.
Generazione 1000 euro è un film divertente che rappresenta il difficile mondo reale dei giovani italiani laureati con tante ambizioni, ma che vivono con uno stipendio intorno ai 1000 euro e con un lavoro precario.
Il protagonista Matteo (Alessandro Tiberi) affronta la vita con ironia cercando di combattere l’incertezza che caratterizza la sua vita personale e professionale.
L’amico Francesco (Francesco Mandelli), nella stessa situazione di Matteo, è il suo confidente e alleato ed insieme cercano di superare le difficoltà della vita. Il loro rapporto evidenzia l’importanza dell’amicizia, che è l’unica cosa certa (e non precaria!) nella vita dei due giovani.
Le ragazze del film, Beatrice (Valentina Lodovini) e Angelica (Carolina Crescentini), rappresentano la grinta, l’entusiasmo, l’ottimismo e la positività dei giovani che hanno un obbiettivo e cercano di raggiungerlo con tutte le oro forze.
Il film affronta un tema delicato per i giovani d’oggi utilizzando una commedia basata sull’ironia e il sarcasmo. E’ ottima la simpatia degli attori protagonisti, soprattutto di Francesco Mandelli che fa numerose battute pungenti.
Il regista Massimo Venier spera con Generazione 1000 euro che i giovani precari italiani possano imparare a non arrendersi e a non rendere fuggevoli ed effimeri anche i sentimenti e gli affetti.





