Un comico amato da tutti, famoso e ricco viene a sapere di essere afflitto da una grave malattia. La premessa non sembra certo essere divertente, ma in realtà Funny People è una commedia che riesce a risollevare le sorti di un genere che negli ultimi anni non aveva brillato. Il film, che dura più di due ore, riesce infatti sia a divertire, sia a far riflettere sulla capacita di cambiare e rimettersi in discussione quando ci troviamo di fronte ad una realtà dura e improvvisa.
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Biancaneve e gli 007 nani è un film di animazione per bambini che tenta di riprodurre, con risultati pessimi fra l’altro, lo schema dei nuovi cartoni animati in stile Shrek, cercando di rendere più moderne a divertenti le fiabe classiche stravolgendole. L’operazione purtroppo non è riuscita, anche perché la grafica e le animazioni sono veramente minimali, al limite del guardabile (sopratutto contando che siamo nel 2009 e che per produrre il film sono stati spesi parecchi soldi). Inoltre, il doppiaggio italiano non aiuta di certo a rendere più gradevole il tutto, affidando l’interpretazione della protagonista principale alla voce di Antonella Clerici.
Up, il nuovo film d’animazione in 3D della Walt Disney e Pixar, è stato creato pensando sia ai bambini che agli adulti, a cui sembra rivolgersi soprattutto la parte iniziale che difficilmente verrà compresa appieno dai più piccoli.
Il film inizia raccontando la tenera e delicata storia di Carl ed Ellie, entrambi con la passione per l’avventura, che si incontrano da bambini e saranno compagni per la vita, fino alla morte di lei. E questa sequenza è stata costruita con una grande sensibilità che la rende un po’ toccante e fa quasi commuovere lo spettatore.
Up, diretto da Peter Docter e Bob Peterson, è stato giudicato dalla critica in modo molto positivo per la sua originalità, la ricchezza di sfumature, i sottosensi psicologici e l’invenzione visiva.
È un film leggero che tocca temi importanti, come quello dell’invecchiare da soli, dei sogni non realizzati, del forte ricordo di chi ci ha lasciati e del rapporto tra giovani e anziani.
In Up il 3D è utilizzato in modo leggero, non per “far uscire” le cose dallo schermo, ma con l’obbiettivo di “far entrare” gli spettatori nel film, lavorando sulla profondità di campo, sugli abissi e sulla grandezza del mondo.
In questo film la storia non viene sopraffatta dalla tecnologia, viene utilizzato il 3D ma senza abusarne, perché la storia e il suo spessore sono ciò che conta per la Disney-Pixar.
Le Mie Grosse Grasse Vacanze Greche è una commedia divertente e spensierata che parla di una guida di un’agenzia di viaggi alle prese con l’eterogeneo e sconclusionato gruppo di turisti assegnatogli. Il film presenta situazioni curiose e paradossali, senza inventare nulla di nuovo ma facendo passare un’ora e mezza in modo divertente e leggero, mostrando nel contempo sullo schermo bellissimi paesaggi e scorci della Grecia.
Il film Un amore all’improvviso è ispirato al bestseller La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo di Audrey Niffenegger, e il titolo italiano sposta l’attenzione dalla protagonista e dalla particolarità della trama cercando di creare una commedia sentimentale, mentre il libro si basava sulla storia un po’ drammatica.
La protagonista Clare (Rachel McAdams) si è innamorata fin da bambina del trentenne Henry (Eric Bana) che viaggia nel tempo e ogni tanto va a trovarla; e quando finalmente si incontrano all’età giusta, nel presente (anche se non è chiaro quale presente…), si sposano. Ma la vita di Hanry non è semplice perchè non riesce a controllare i suoi viaggi nel tempo, e di conseguenza anche la vita di coppia si complica…
Per lo spettatore non è sempre facile comprendere i complicati viaggi nel tempo del protagonista.
Il regista Robert Schwentke punta sul romanticismo e sul soprannaturale, e il film nel complesso risulta più divertente che drammatico.
Per farla breve, un film di cui non si sentiva la mancanza e che ha davvero poco da dire. L’ambientazione è l’unica cosa che esce vincente da questo film, anche se è proprio questa a darci false speranze fin dall’inizio riportandoci alla mente ben altre storie quali La Cosa di Carpenter. Purtroppo, lo spettatore capisce abbastanza in fretta di aver scelto la sala sbagliata, ma forse è proprio questo l’incubo di cui parla il titolo italiano del film….
Nuovo film di Tarantino, e tutti ad acclamare subito il capolavoro. Ma permettetemi di dire, col rischio di beccarmi anche qualche insulto, che ogni uscita di questo regista, quasi ci fosse una sorta di timore implicito a parlarne in modo critico, viene sempre in qualche modo sopravvalutata e circondata da un alone di “valore aggiunto” che non sarebbe stato tale se la stessa pellicola fosse uscita a nome di un altro. Questo non significa, da parte mia, partire prevenuti nei confronti del regista, anzi è esattamente l’opposto: cercare di dare un giudizio personale senza influenze esterne che, in casi come questi, si fanno molto sentire. Ma parliamo del film…
E’ vero, la pellicola in questione riassume tutti gli aspetti positivi e pregevoli dei film di Tarantino, e forse è davvero il suo film più riuscito, ma certo si porta dietro anche degli aspetti negativi. Aspetti che si palesano soprattutto nell’episodio centrale, composto da un dilogo decisamente troppo lungo, che mette a dura prova la pazienza dello spettatore, contando che anche il resto del film è costellato da dialoghi che, per quanto ben scritti e originali, tendono a rendere statica la narrazione d’insieme. Inoltre, sempre nel suddetto episodio, il pregevole gioco delle citazioni sfocia in un’esasperazione di auto-citazionismo che francamente poteva essere risparmiata.
Poiché nella quasi totalità delle recensioni e dei commenti ci si sofferma solo sugli apsetti positivi, mi sembrava giusto nei confronti degli spettatori dare anche uno sguardo agli aspetti negativi che purtroppo ci sono. Senza rancore, Quentin…. 😉





