Il Mio Mondo Cinema

Sotto Shock (Wes Craven – 1989)

horror-commoventePassano solo 5 anni da quel capolavoro chiamato A nightmare on Elm street e altrettanta acqua sotto i ponti se pensiamo come un regista di tale calibro sia stato capace di sfornare pochi e celebri classici che hanno ribaltato le sorti del cinema horror e, allo stesso tempo, tanti film inutili come questo Shocker.La trama sembra quasi una denuncia verso la presenza sempre più costante all’interno della società della televisione e dell’influenza dei media che inducono le menti deboli ad atti di violenza (forse sono io che ci ho voluto trovare questo significato. Un serial killer zoppo viene condannato alla sedia elettrica e ritorna in vita tramite l’elettricità, avendo precedentemente compiuto un rito magico con un televisore (fa veramente ridere) , per uccidere ancora e per vendicarsi di chi lo aveva incastrato.Un film letteralmente scontato e senza la minima tensione visiva, lento nello svolgersi dei pochi fatti, quasi ridicolo sotto alcuni aspetti e, per il valore del film, di una durata eccessiva. Sono presenti anche incoerenze terribili che non sto a menzionare (ad esempio: il killer che passa da un corpo all’altro prendendone possesso…ma non si materializzava solo tramite l’elettricità? Forse passa da un organismo all’altro perché è lui elettricità, ma se lui è elettricità potrebbe anche fare cose migliori!)

L’unica cosa salvabile in extremis è la colonna sonora, abbastanza carina, e qualche scena, si fa per dire, divertente (l’assassino che si materializza da una poltrona anti-stress e viene catapultato insieme al protagonista all’interno di vari programmi televisivi). Un mix sconclusionato oltretutto di clichè horror che messi assieme non c’entrano nulla l’uno con l’altro e ne in terra ed aumentano lo status di ironia (elementi paranormali e fantasmagorici di scarsissimo effetto e nettamente fuori luogo Un film di serie B in tutto e per tutto di cui sconsiglio vivamente la visione. Incredibile come Craven possa oscillare tra il bene e il male, pur dimostrando ormai di saperci fare con il cinema se solo lo volesse. Inutile l’apparizione per pochissimi secondi, come vittima dell’assassimo, di Heather Langenkamp (final girl di A Nightmare on Elm Street (1984) di cui talaltro c’è un remake) che viene accreditata su alcuni siti come avesse una parte importante nel film, ed anzi, è difficilmente riconoscibile e quindi serve a “far solo nome” (come può essersi prestata a tale compito dopo essere stata protagonista di un vero classico).

Tirando le somme questo film può essere considerato tra i film “apice” della spazzatura prodotta dal regista.

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